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Frasi celebri

La pittura è una professione da cieco: uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente, ciò che dice a se stesso riguardo a ciò che ha visto

 

                                               Pablo Picasso

 

 
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La Mostra di Giuseppina Mondelli Stampa E-mail

LO SPERONE NUOVO                           novembre 2003

Dal 8 al 31 ottobre nel chiostro di Palazzo San Francesco Giuseppina Mondelli ha esposto una tredicina di oli su tele di considerevoli dimensioni. La pittrice sangiovannese che va raccogliendo lusinghieri successi, ha intitolato questa mostra Dal formale all’informale. L’oggetto della ricerca artistica è la figura umana, colta nelle sue varie dimensioni e posture, isolata o a gruppi. Il corpo è rappresentato in tutta la sua evidenza sagomatici, ora avvolto da scie di colore ora trasfigurato in aree volumetrie.

Assente il paesaggio naturale o artificieto. Chiedo il motivo di questa assenza all’artista che gentilmente mi accompagna.”

La mia attenzione- mi sottolinea- è concentrata sul corpo umano perché è la cosa più perfetta di questo nostro mondo”.

Parole che mi inducono a meditare sul titolo della Mostra

sul significato che denuncia un cammino a ritroso del biblico processo della creazione. Data per scontata la forma individua delle creature, l’operazione dell’artista è protesa al superamento e alla riproposizione di forme possibili, per cui l’iter a ritroso si risolve in un passo avanti e l’informalità disserta un campo inesplorato di  creatività. In tempi di misure biologiche, di clonazioni, questo tipo di lavoro artistico può essere paradigmatico e un sapienziale avvertimento.

Sfogliando il catalogo di Antespettiva, una mostra pittorica che Mondelli ha tenuto nel Castello Cinquecentesco di L’Aquila a cura della Soprintenda ai Beni Culturali d’Abruzzo e dell’Università aquilana nel maggio del 1999, mi sorprende un Gargano 1998. La tela (cm80x120) raffigura un paesaggio di una calma irriducibile violenza: in primo piano, pietre/teschio bianco-livide alla rinfusa che si ritrovano allineate in forma di macere con sinuosità di serpi e, sullo sfondo, il profilo estremo della montagna. Domina il colore bruno striato di giallo e di una lanugine verdognola. Sopra lo squarcio paesaggistico s’impone implacabile l’azzurro con bioccoli di nuvole disperate d’acqua. Dei molteplici paesaggi del Gargano ritratti con Vari mezzi, questo della Mondelli mi sembra il più sincero ed emblematico. E chissà se la sua vocazione all’informale non si risolva in un rifacimento del Promontorio in termini esistenziali e di destino!

                                                                                                                         (cigiosca)

 

 
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